Keith Noble: dagli Abdabs a “Mr. Compromise”

Scavando nella storia degli esordi dei Pink Floyd, il nome di Keith Noble emerge subito all’attenzione. Keith faceva parte della band universitaria The Abdabs, che comprendeva tra gli altri anche Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright. Sorge spontanea una domanda: che cosa fece Klose dopo la sua esperienza con quei tre ragazzi che di lì a poco sarebbero diventati i Pink Floyd?

La ricerca conduce a un album inciso da Keith Noble nel 1970 intitolato Mr. Compromise. Pubblicato privatamente dalla label inglese Eden (numero di catalogo LP 14), si tratta di un disco di non facile reperibilità. Fortunatamente, nel 2024 è stato ristampato in Spagna e negli Stati Uniti in edizione limitata su vinile dall’etichetta Guerssen (GUESS261), con audio rimasterizzato. In Spagna Mr. Compromise è disponibile anche in versione CD (GuessCD077).

Mr. Compromise risulta interessante perché Noble aveva coinvolto nelle registrazioni anche Rado Klose alla chitarra. Una presenza non di poco conto se si considera che Noble, sul retro copertina, aggiunge il nome di Rado Klose immediatamente sotto il suo.
Rado Klose fece parte della prima formazione dei Pink Floyd: il suo contributo alla band è testimoniato dal doppio 45 giri ufficiale Pink Floyd 1965 (Their First Recordings) del 2015 (Parlophone – 0825646018611).
Klose, che abbandonò i Pink Floyd agli inizi del 1965, è anche l’autore delle foto di copertina di Mr. Compromise.

Le canzoni contenute nel vinile sono:
Lato A:
Mr. Compromise; Narcissus; Secretary Jane; Red-Current Tide; Up And Down Way (Of It All); Only When I Laugh

Lato B:
Dandelions Have Their Day; Weather; King Of The Icemen; Ashes And SIlver

La confezione della ristampa su vinile contiene un interessante inserto con foto e informazioni su Keith Noble. Ho pensato fosse utile e interessante pubblicare di seguito la traduzione integrale del testo, in quanto chiarisce alcuni aspetti del periodo pre-Floyd degli Abdabs e alcune testimonianze sulla vita di Keith Noble, venuto a mancare nel 2014, grazie ai ricordi di sua sorella Sheilagh.

«Le foglie d’autunno devono cadere – La storia di Keith Noble
L’unica opera discografica pubblicata da Keith Noble, l’album Mr Compromise, uscito privatamente, è diventata, sin dalla sua pubblicazione nel 1970, una rarità ben nota tra i collezionisti più accaniti dei Pink Floyd. Tuttavia, la musica realizzata da Keith Noble ha poco, se non nulla, a che fare con gli iniziatori del rock psichedelico artistico britannico. Ciò risulta ancora più sorprendente se si considera che fu proprio Keith ad affiggere un avviso scritto a mano sulla bacheca dell’Unione Studentesca del Regent Street Polytechnic, invitando persone affini a formare un gruppo. Entro l’autunno del 1963 Keith aveva già stretto un rapporto con un altro studente, Roger Waters, che in quel periodo stava imparando a suonare la chitarra, e quell’appello alle armi portò Clive Metcalfe (basso), Vernon Thompson (chitarra ritmica), la sorella di Keith, Sheilagh (voce), Nick Mason (batteria) e Richard Wright (tastiere) a formare un ensemble chiamato prima i Meggadeaths e poi Sigma 6.

Nella primavera del 1964 Sigma 6 si evolse negli Abdabs. A quel punto Sheilagh e Vernon si erano ritirati e Juliette Gale era entrata come cantante. Essenzialmente una band da prove, l’unica apparizione degli Abdabs in un vero locale, come ricorda Keith, fu al Marquee Club, come comparse in una produzione cinematografica sconosciuta, anche se questo ricordo non è condiviso dagli altri membri del gruppo. Gli Abdabs (o Screaming Abdabs) sono l’unica band precorritrice dei Pink Floyd ad aver ottenuto una certa copertura sulla stampa, apparsa in una delle prime edizioni di West One, il giornale studentesco del Politecnico.

Il ruolo di Keith come catalizzatore nella germinazione dei Pink Floyd ha in larga misura oscurato il suo stesso percorso musicale, che, sebbene breve, fu tutt’altro che fallimentare. Sua sorella Sheilagh ha sempre trovato questo aspetto piuttosto frustrante: «Dopo che i Pink Floyd decollarono, mio fratello non voleva seguire quella direzione. Era molto più interessato alla ballata pop. Le parole per lui erano sempre molto importanti». Eppure fu per puro caso che Keith si trovò nello stesso anno accademico dei futuri membri dei Pink Floyd al Regent Street Polytechnic. In quei giorni proto–Pink Floyd, mentre frequentava il suo primo anno di sixth form, Sheilagh ricorda di viaggiare verso il centro di Londra da Blackheath il mercoledì pomeriggio per le prove con suo fratello e i suoi amici del Politecnico. Sia Keith sia Roger studiavano allora architettura, così come Nick Mason. Sheilagh ricorda: «Un’istruzione condivisa in architettura fu davvero ciò che li unì quasi tutti. Io cantavo con loro e ricordo una foto sul giornale del college con la band appoggiata a un lampione, piuttosto affascinante, con giacche di pelle». Gli amici musicisti suonavano a qualche festa privata e nei concerti dell’unione studentesca, eseguendo cover che includevano brani dei Searchers e dei Beatles.

Alla fine del trimestre autunnale del 1964 Richard Wright prese un periodo sabbatico dal Regent Street Polytechnic prima di iscriversi al London College of Music nel 1965, ed è intorno a questo momento che Keith e Clive decisero che le cose si stavano allontanando dai loro interessi musicali e lasciarono la band. Al loro posto entrò un conoscente di Roger proveniente da Cambridge, Roger “Syd” Barrett, che avrebbe portato il gruppo in una direzione molto più seria, dapprima con brani rhythm and blues influenzati dai Rolling Stones e dagli Yardbirds, e poi sviluppando materiale molto più sperimentale, lontano dalle strutture tradizionali del rock e del blues. Sheilagh ricorda: «Keith e io incontrammo Syd e poco dopo i Pink Floyd acquisirono rapidamente notorietà con il loro nuovo suono psichedelico, ma quello non era affatto mio fratello. Lui era molto più incline al folk/pop». In quel breve periodo di transizione Sheilagh ricorda una visita di Roger Waters a casa dei loro genitori: «Roger era davvero il leader della band ed era sempre il portavoce. Era una persona con una visione molto chiara di come le cose dovessero essere, quindi penso che ci fosse una certa tensione tra lui e Keith, anche se in parte erano amici. Una volta andai a casa di Nick Mason per una grande festa di compleanno e ricordo la collezione di auto d’epoca di suo padre. Anche se eravamo tutti amici, fu qualcosa di effimero e, una volta che i Pink Floyd decollarono, ci allontanammo. Richard era il più avvicinabile ed era molto musicale. Suonava il pianoforte molto bene».

Leonard’s Lodgers, gli Spectrum Five e i Tea Set: la serie di band successive agli Abdabs che Keith aveva avviato con Roger Waters avrebbe illuminato il percorso verso i Pink Floyd. Ma il nostro racconto riguarda Keith e la sua breve avventura con Clive, che lo avrebbe condotto su una strada diversa, verso la scrittura di una canzone molto amata che divenne un singolo di successo negli Stati Uniti.

Sebbene l’interesse per gli Abdabs fosse scemato entro la primavera del 1964, Keith e Clive avevano iniziato a scrivere materiale originale come duo. Clive aveva un lavoro serale in un bistrot chiamato Tina’s, in Albemarle Street, vicino a Piccadilly, dove eseguiva cover con la chitarra acustica e intratteneva i clienti per arrotondare. Il locale era lo stesso in cui Chad Stuart e Jeremy Clyde (che si esibivano come Chad and Jeremy) e Peter and Gordon avevano iniziato le loro carriere. Clive ricordò in seguito, in un’intervista al sito Pink Floyd Fleeting Glimpse, che gli era stato detto che Peter and Gordon erano stati licenziati perché non sapevano cantare, ma qualunque fosse la ragione della vacanza, si trattò dell’occasione perfetta per Keith e Clive di esibirsi professionalmente. Con la gestione di Peter Schnell – un famoso produttore cinematografico – ottennero un contratto discografico e registrarono alcuni demo. La sessione demo e il contratto non portarono a nulla, ma il duo si divertì a frequentare studi occupati da artisti del calibro di Burt Bacharach, Donovan, Paul Jones e Petula Clark. Keith e Clive divennero anche amici di Chad e Jeremy grazie alla loro frequentazione di Tina’s, e Chad invitò il duo nel suo appartamento londinese, dove si misero a suonare insieme su quattro accordi, sviluppando nuove idee. Fu durante una di queste sessioni che nacquero la splendida melodia e il testo che sarebbero diventati “A Summer Song”.

Clive compose inizialmente la melodia e Keith aggiunse in seguito il testo sentito e intenso, mentre Chad affinò la sezione centrale e parte delle parole. Sebbene “A Summer Song” richiami il suono Merseybeat, lo fa attraverso un arrangiamento delicato e introspettivo, di influenza folk, e testi che emanano una malinconica nostalgia per un amore estivo perduto. Nel giugno del 1964 il brano fu incluso nell’album di Chad & Jeremy Yesterday’s Gone, prodotto da Shel Talmy. Il mese successivo il singolo fu pubblicato dalla United Artists nel Regno Unito e dalla World Artists negli Stati Uniti, dove, con sorpresa di tutti, divenne il successo che definì la carriera di Chad & Jeremy. Entro l’ottobre di quell’anno “A Summer Song” aveva raggiunto il numero 7 della Billboard Hot 100, diventando uno dei brani simbolo della British Invasion. Il pezzo rimase un classico delle radio di successi per decenni. Sheilagh ricorda: «Andò molto bene e fu numero uno in California per molto tempo. Mio fratello ricevette royalties significative per molti anni». La canzone fu anche un segnale di ciò che sarebbe diventato l’unico disco di Keith, Mr Compromise, che dal punto di vista lirico condivide lo stesso tipo di nostalgica malinconia che rese “A Summer Song” così memorabile.

Tra “A Summer Song” e la registrazione delle sessioni che avrebbero dato vita all’album Mr Compromise trascorse un periodo piuttosto lungo. In quel lasso di tempo, sebbene Keith e Clive continuassero a esibirsi a feste e in piccoli locali, non andarono mai oltre dal punto di vista professionale. Keith alla fine concluse i suoi studi, dopo aver lavorato per un anno in uno studio di architettura in Canada, periodo durante il quale visitò anche l’amico Chad Stuart in California. Mr Compromise fu stampato verso la fine del 1970 in pochissime copie, distribuite principalmente a familiari e amici. Era racchiuso in una semplice copertina in bianco e nero con, sul fronte, una foto di Keith che si rilassa sull’erba a Greenwich Park, nel sud di Londra, e sul retro due scatti simili realizzati nell’appartamento di Keith nella vicina Blackheath Road. Le fotografie furono scattate da Rado Klose, che progettò anche la copertina frontale (Sheilagh curò il retro) e contribuì all’album con la chitarra solista elettrica. Rado aveva fatto parte anche di una prima formazione della band che sarebbe poi diventata i Pink Floyd ed era l’unico, tra i musicisti che aiutarono Keith nel disco, a intraprendere in seguito un percorso di rilievo, suonando la chitarra con David Gilmour nei suoi album solisti post-millennio.

Mr Compromise è una produzione essenziale, con Keith alla voce e alla chitarra acustica, Sheilagh alle armonie di supporto e una serie di colleghi musicisti che contribuiscono con chitarra elettrica, percussioni, basso, tromba e violino elettrico. La maggior parte delle sessioni ebbe luogo agli Eden Studios di Kingston, appena fuori Londra, nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto del 1970. Furono completate al Blackheath Sound di Greenwich nello stesso agosto. Stilisticamente le canzoni si dividono in due filoni: delicati brani folk acustici, con testi sognanti e in qualche modo misteriosi, e numeri pop più decisi, con chitarra elettrica, basso e batteria. I primi sono forse meglio rappresentati da “Ashes and Silver”, “Dandelions Have Their Day” e “Mr Compromise”, tutte composizioni finemente cesellate e piuttosto belle, che racchiudono un suono riconducibile ai primi Al Stewart o forse a Roy Harper. “Weather” è probabilmente il brano più sperimentale dell’album, che a tratti ricorda gli Incredible String Band, con brevi passaggi di chitarra acustica improvvisata, intrisa di raga, che si intrecciano con il violino elettrico di Clive Goodenough. “Narcissus” e “Only When I Laugh” presentano una band elettrica al completo, e quest’ultima sprigiona uno stile pop che richiama gli Hollies o i Marmalade. “Red-Current Tide” ha un’atmosfera spensierata e vagamente vaudevilliana, mentre “Secretary Jane” è un brano pop rilassato e leggermente jazzato che avrebbe potuto essere facilmente reinterpretato da Chad & Jeremy.

Perché Keith realizzò l’album? Forse per chiudere definitivamente quella parte artistica della sua vita, o forse stava tentando un’ultima volta di intraprendere una carriera musicale. «Keith era molto portato per l’esibizione ed era sempre attratto dal teatro», spiega Sheilagh, «e quando era studente, per alcuni mesi condivise un minuscolo appartamento in Charing Cross Road, nel West End, con qualcuno che recitava in una produzione teatrale nelle vicinanze. L’interesse di Keith per il teatro faceva sì che le sue canzoni fossero molto meditate e drammatiche, e c’era in lui un certo desiderio di esprimere qualcosa in modo creativo», osserva Sheilagh. «Ma non credo che l’architettura fosse la sua passione, mentre scrivere canzoni e recitare erano il suo dono. Penso che Mr Compromise parli proprio di questo». Di certo Keith si sentì abbastanza incoraggiato da amici musicisti da registrare un album tutto suo. Era destinato a familiari e amici, ma potrebbe essere stato anche un ultimo tentativo di suscitare interesse a livello professionale. Con l’uscita del disco Keith mise da parte la sua carriera musicale e in seguito optò per un lavoro stabile come architetto; poco dopo sposò Fenny e mise su famiglia.

Visse una vita piena e felice che incluse, negli anni successivi, l’insegnamento di inglese e teatro in una scuola e la scrittura e produzione di diversi musical, rappresentati a livello locale a Sheffield. Fu molto amato da chi lo circondava fino alla sua scomparsa, avvenuta tristemente nel 2014. Sheilagh ricorda: «Pensavo a mio fratello l’altro giorno e a come avesse solo ventisette anni quando registrò Mr Compromise. Il titolo, credo, rifletteva una visione più realistica della vita».

Richard Allen
con ringraziamenti a Glenn Povey e alla famiglia Noble

Scansioni originali della copertina LP e trasferimento audio analogico-digitale di qualità audiophile per gentile concessione di Dawn Music Records (Giappone).
Restauro audio e mastering di Javier Roldón presso Vacuum Mastering.»

I crediti dell’album:
Studio di registrazione – Eden Studios
Studio di registrazione – Blackheath Road Sound, Greenwich
Cori – Sheilagh Noble
Basso, tromba – Graham McKenney
Bonghi – Tom James
Batteria, bonghi – Dave Bell (25)
Chitarra elettrica, basso – Chris Reynolds
Tecnico del suono – Mike Gardner, Willy Palm
Chitarra solista, design, fotografia – Rado Klose
Violino [violino elettrico] – Clive Goodenough
Voce, testi, musica, chitarra – Keith Noble

Nino Gatti