Quel concerto dei Pink Floyd in un fienile del 1967

Sul sito AbergavennyChronicle.com è stato pubblicato oggi un articolo firmato da Tim Butters che riporta indietro le lancette della memoria fino allo storico concerto dei Pink Floyd tenutosi il 25 maggio 1967 in un fienile a Grosmont Wood Farm, non molto lontano da Abergavenny e Monmouth.

Di seguito, la traduzione completa dell’articolo.

La notte in cui i Pink Floyd portarono Interstellar Overdrive a Grosmont
«Il rumore proveniente dagli amplificatori era così forte che era impossibile riconoscere quale brano stessero suonando!»

C’è un vecchio cliché che dice che se ti ricordi gli anni Sessanta, allora probabilmente non c’eri davvero. Ebbene, George Beale, abitante del posto, c’era eccome e conserva ricordi vivissimi di quando i Pink Floyd portarono una dose più che necessaria di psichedelia a Grosmont.
Era il 1967. Il giorno era giovedì 25 maggio e al Grosmont Wood Barn era in corso una festa, con una band residente che si chiamava Pink Floyd.
In quei tempi più ingenui, l’evento venne pubblicizzato sul Chronicle semplicemente come un “ballo”.
Il giornale riportava che il «gruppo di fama nazionale, The Pink Floyd, era stato ingaggiato dall’ufficiale per l’intrattenimento di Abergavenny, Eddie Tattersall, per un ballo organizzato a beneficio del Fondo di assistenza per vedove e orfani della Polizia del Gwent».
A supportare i Floyd c’era il gruppo di Newport The Volume IV, definito “popolare”, e il pubblico ebbe l’occasione di vedere all’opera il compianto Syd Barrett (che il Chronicle chiamava “Sid”), prima che lasciasse la band per intraprendere la carriera solista e perdersi tragicamente nei meandri della sua mente.
Solo una settimana prima, i Pink Floyd avevano iniziato a registrare il loro iconico singolo “See Emily Play”, ed erano quindi in uno stato di forma straordinario quando arrivarono nella sonnolenta Monmouthshire.
George Beale ricorda molto bene quel concerto e raccontò al Chronicle come il fienile di Grosmont fosse il punto di ritrovo di tutti i “local heads” (gli appassionati locali) alla fine degli anni Sessanta.
«Il contadino permetteva di usare il suo fienile per una finestra di sei settimane durante l’estate, e ogni anno vi si esibivano molti gruppi di alto livello. Ricordo di aver visto, tra gli altri, Billy Fury e la New Vaudeville Band», spiegò George.

Rievocando la sera in cui arrivarono i Pink Floyd, George racconta:
«Per il ballo con i Pink Floyd, il palco aveva un fondale bianco e altri teli bianchi coprivano gli altoparlanti del gruppo.
Sul fondo del fienile c’era una piattaforma di tubi innocenti con diversi proiettori puntati verso il palco. Erano dotati di dischi trasparenti riempiti con oli di diversi colori che iniziavano a “galleggiare” quando si scaldavano con il calore della lampada, un po’ come le vecchie lampade lava.

Il risultato era un palco invaso da una moltitudine di effetti luminosi psichedelici che all’epoca erano rivoluzionari, ma che oggi apparirebbero un po’ datati».
Alla domanda su quale fosse la scaletta dei primi Pink Floyd, George ammise di non ricordare nulla, perché «il rumore proveniente dagli amplificatori era così forte che era impossibile riconoscere quale brano stessero suonando. Ma fu una di quelle esperienze che rendevano gli anni Sessanta qualcosa di davvero diverso».

I momenti d’oro di Grosmont, tra pantaloni a zampa, lampade lava e sigarette jazz, continuarono ancora per qualche tempo. George ricorda infatti:
«L’evento più grande che si tenne lì, credo, fu nel 1969, quando ci fu una manifestazione che durò tutta la notte con sei gruppi musicali sul palco.
I due nomi di punta erano Fleetwood Mac e Jethro Tull. Arrivarono circa 3.000 fan e, poiché alcuni avevano camminato per gran parte del tragitto, furono visti addormentati sotto le mangiatoie, perdendosi così le esibizioni. La mattina seguente, ad Abergavenny, molte persone segnalarono che le bottiglie del latte erano scomparse dalle loro porte di casa!
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Nino Gatti