Sprazzi sorprendenti dal sottobosco delle pubblicazioni non ufficiali che, per puro caso, non riescono a superare — ma quasi eguagliano — le uscite “ufficiali” dei Pink Floyd.
Mi riferisco a un cofanetto di cinque CD intitolato “Pink Floyd – The broadcast collection 1967-1970”.
Sia chiaro: non c’è alcuna volontà da parte mia di promuovere il mercato degli illegali. Fingere però che tutto sia “normale” o “regolare” non credo serva a risolvere il problema.
Gli instancabili signori di The Broadcast Collection, sottoetichetta della Cult Legends, si sono fermati davvero a un passo dal risultato perfetto, ammesso che esista la perfezione in una pubblicazione “a tema”.
Ma chi è Cult Legends? Discogs la descrive così:
“Etichetta discografica che pubblica registrazioni in studio, live rimasterizzate e trasmissioni radiofoniche di artisti noti su vinile e CD. La maggior parte delle uscite di artisti olandesi è ufficiale, mentre quelle di artisti internazionali presenta spesso uno status legale discutibile.”
Il termine “discutibile”, usato da Discogs, riassunto in sintesi: né i Pink Floyd né la casa discografica che detiene i diritti mondiali del loro catalogo (Sony Music) ricevono alcun compenso da operazioni di questo tipo.
Sempre tramite Discogs emergono altri dettagli: l’etichetta è Cult Legends (CL89430) per The Broadcast Collection e la data di pubblicazione è l’11 novembre 2022. Sul retro della confezione compare però un’indicazione che potrebbe trarre in inganno: sopra il codice a barre (8 717662 589430) è riportata la dicitura “All tracks licensed from Lumi Entertainment Ltd.”. Un’affermazione che lascia intendere una qualche forma di regolarità nella pubblicazione del materiale. Ci credete? Io no.
Grazie a canali di distribuzione semi-ufficiali, il box è stato facilmente reperibile nei negozi di dischi italiani — e, con tutta probabilità, anche in quelli stranieri. Mi è stato inoltre riferito che, nei mesi successivi all’uscita, il cofanetto era disponibile in Italia persino presso grandi catene nazionali (MediaWorld e simili). Il prezzo? Decisamente allettante: meno di 19 euro, poco più di quattro euro a CD.
Perché allora definire questa raccolta “quasi perfetta”?
Innanzitutto perché il contenuto è, senza alcun dubbio, di provenienza ufficiale. Tutte le registrazioni incluse erano già apparse nel mastodontico box The Early Years 1965–1972, pubblicato dai Pink Floyd nel 2016.
La particolarità di The Broadcast Collection 1967–1970 risiede nel fatto che il materiale, distribuito nel box del 2016 su più supporti e organizzato per anno, viene qui ricompattato in cinque CD tematici.
La confezione è compatta e funzionale: un case apribile, spesso poco più del doppio di un normale jewel case, che ospita due dischi nella prima sezione e tre in quella finale.
La suddivisione cronologica è la seguente:
CD1: Live Radio 1967
CD2: Live Radio 1968
CD3: Live Radio 1969 (parte 1)
CD4: Live Radio 1969 (parte 2)
CD5: Paris Theatre 1970
La durata dei brani e la sequenza delle tracce confermano che si tratta di estratti diretti dal box ufficiale del 2016.
Va inoltre precisato che, nonostante la dicitura Live Radio, sono presenti anche registrazioni provenienti da apparizioni televisive. Un esempio lampante è rappresentato dai primi due brani del CD1, Pow R. Toc H. e Astronomy Domine, tratti dalla performance per la BBC del 14 maggio 1967. Va detto, in tutta onestà, che questa origine televisiva è correttamente indicata nelle note di copertina.
Dove sta dunque l’imperfezione — al netto della sua natura “illegale”?
Il limite principale è temporale: il cofanetto si arresta al 1970. Sappiamo tutti che esiste anche una registrazione dell’esibizione dei Pink Floyd per la BBC nel 1971, presente nel box ufficiale del 2016 ma qui assente. Una scelta quantomeno discutibile, soprattutto se si considera che gran parte del CD3 è occupata da una registrazione microfonica del concerto di Southampton del 9 maggio 1969, caratterizzata da una qualità audio inferiore. Con una diversa organizzazione dei contenuti, lo spazio per includere il materiale del 1971 ci sarebbe stato eccome.
La sua inclusione avrebbe reso questa raccolta “illegalmente perfetta”, se non fosse per un ulteriore problema: le versioni pubblicate nel box del 2016 non rappresentano sempre le migliori fonti disponibili. Inoltre, è emersa recentemente una registrazione inedita di un’esibizione radiofonica dei Pink Floyd per la BBC, acquisita da un noto archivista inglese e assente dal box ufficiale.
Qui emerge un nuovo aspetto, tutt’altro che marginale. Come già accaduto per il materiale “live” incluso nel recente cofanetto Wish You Were Here – 50th Anniversary, anche la celebre registrazione di Mike Millard del concerto di Los Angeles del 26 aprile 1975 non è stata recuperata nella sua migliore versione attualmente in circolazione per essere affidata alle cure di Steven Wilson; ci si è invece limitati a utilizzare una versione semplicemente ritenuta “la migliore disponibile”.
Un limite che ripropone gli stessi errori commessi nel 2016, quando per il famoso box dei Pink Floyd non furono consultati i numerosi e noti esperti e archivisti del mondo pinkfloydiano, i quali avrebbero potuto mettere a disposizione versioni dalla qualità audio nettamente superiore rispetto a quella poi inclusa nella pubblicazione ufficiale. Versioni che sarebbero state offerte a costo zero: gli archivisti pinkfloydiani non venderebbemo mai, abituati come sono a lavorare per pura passione e per il piacere di ascoltare al meglio la musica della band che amano.
Un’ultima considerazione sorge spontanea. Sony Music oggi (fino a qualche mese fa Warner Music) e il management dei Pink Floyd sembrano poco attrezzati a contrastare il proliferare di pubblicazioni non autorizzate. I titoli a nome Pink Floyd, su CD e vinile, si contano ormai a centinaia e la loro disponibilità è pari al materiale ufficiale, essendo venduta senza problemi in tutti gli store ufficiali. Spesso – i motivi sono ignoti – questi prodotti vengono addirittura venduti in Italia con il bollino ufficiale della SIAE, generando nuova confusione tra gli acquirenti, alimentata anche dalla qualità grafica del prodotto , unita alla loro presenza nei negozi “autorizzati”.
È un fenomeno che richiederebbe un intervento deciso. Gli acquirenti spesso non sono in grado di distinguere un’uscita ufficiale da una illegale e, alla fine, a rimetterci sono proprio loro: appassionati che tornano a casa convinti di aver acquistato materiale autentico, salvo scoprire — quando va bene — di avere tra le mani un prodotto di valore quantomeno discutibile.
Per completezza storica, condivido la specifica del contenuto musicale di Pink Floyd – The Broadcast Collection 1967–1970: naturalmente non ne consiglio l’acquisto, avendo utilizzato questa uscita unicamente come riferimento per descrivere la situazione attuale.
CD1: Live Radio 1967
May 14, 1967 BBC TV Center, London
Pow R. Toc H. – 0:33
Astronomy Domine – 3:54
Live: Sep. 25, 1967 Playhouse Theatre, London
Scarecrow – 2:01
The Gnome – 2:08
Matilda Mother – 3:18
Set The Controls For The Heart Of The Sun – 3:29
Reaction In G – 0:37
Flaming – 2:35
Live: Dec. 20, 1967 Maida Vale Studios, London
Vegetable Man – 3:25
Scream Thy Last Scream – 3:41
Jugband Blues – 3:53
Pow R. Toc H. – 4:30
Live: Dec. 17, 1967 Mike Leonard’s House
Green Onions – 1:55
Tomorrow’s World (Instrumental) – 1:42
CD2: Live Radio 1968
Live At Piccadilly Studios, London , UK, June 25 1968
Murderotic Woman (Careful With That Axe, Eugene) – 3:36
The Massed Gadgets Of Hercules (A Saucerful Of Secrets) – 7:15
Let There Be More Light – 4:24
Julia Dream – 2:47
Live On Omnbus: All My Loving, November 3, 1968
Set The Controls For The Heart Of The Sun – 6:33
Live On Bouton Rouge, France, February 24, 1968
Astronomy Domine – 2:42
Flaming – 2:40
Set The Controls For The Heart Of The Sun – 4:42
Let There Be More Light – 3:39
Live On Rome Goes Pop at Palazzo Dello Sport, Rome, Italy May 6 , 1968
Astronomy Domine – 6:44
Interstellar Overdrive – 6:38
Live On Tous En Scene, Paris, France , October 31, 1968
Let There Be More Light – 3:39
Live At Maida Vale Studios, London, Recorded 2nd December, 1968
Point Me At The Sky – 4:20
Embryo – 3:26
Baby Blue Shuffle In D Major – 3:50
Intersteller Overdrive – 8:37
CD3: Live Radio 1969 (Part 1)
Live At Forum Musiques’, Paris, France, 22 January 1969
Set The Controls For The Heart Of The Sun – 5:22
A Saucerful Of Secrets – 11:55
Live At Old Refectory, Southampton University – Southampton May 9, 1969
Astronomy Domine – 9:03
Careful With That Axe, Eugene – 8:40
Interstellar Overdrive – 12:47
The Beginning (Green Is The Color) – 3:32
Beset By Creatures Of The Deep – 5:29
A Saucerful Of Secrets – 12:48
CD4: Live Radio 1969 (Part 2)
Live At The Paris Theatre, London, UK, May 12 1969
Daybreak – 3:44
Nightmare – 3:37
The Narrow Way Three – 4:44
The Beginning (Green Is The Colour) – 6:53
Live On Moon Landing Broadcast at BBC TV Centre, London, UK, July 20, 1969
Moonhead – 7:16
Live At Essencer Pop & Blues Festival Essen, Germany, 11th October 1969
Careful With That Axe, Eugene – 5:55
A Saucerful Of Secrets – 14:44
CD5: Paris Theatre 1970
Live At Paris Theatre, London, UK, July 16, 1970
Introduction by John Peel – 0:28
Embryo – 10:42
Fat Old Sun – 5:50
Green Is The Colour – 3:25
Careful With That Axe Eugene – 8:21
If – 5:46
Atom Heart Mother – 25:05



