11 febbraio 2026

L’ARTICOLO DI ROLLING STONE INDIA SU “THE PIPER AT THE GATES OF DAWN”
Il disco che non immagineresti mai di trovare su Rolling Stone India nonostante le camicie indossate dai Floyd nella copertina di “The Piper At The Gates Of Dawn” fanno sicuramente molto India. Oggi, a firma Rudraa Abirami Sudarshan, è stato pubblicato un articolo dedicato al primo album dei Pink Floyd.
L’articolo esordisce così:
«L’album di debutto dei Pink Floyd, The Piper at the Gates of Dawn (pubblicato il 5 agosto 1967), è uno dei migliori album rock psichedelici di tutti i tempi. Pubblicato al culmine dell’era psichedelica, il suo sound è elettrico, eclettico e strano, con un’aria di stravaganza che avvolge ogni brano mentre la band passa senza soluzione di continuità da uno all’altro. È un album da ascoltare dall’inizio alla fine, senza saltare nemmeno una canzone.
The Piper at the Gates of Dawn è anche un perfetto esempio della fusione delle arti, dell’intreccio tra musica, testi, prosa e mitologia racchiusi in un album di 42 minuti e 11 tracce. Per questo album, Syd Barrett, co-fondatore dei Pink Floyd, ha trovato ispirazione tra le pagine dell’amato libro per bambini Il vento tra i salici, in un capitolo poco conosciuto in cui compare il dio greco Pan».
Il resto dell’articolo è disponibile qui.

NUOVA INTERVISTA CON AUBREY POWELL
Sul sito Menti Sommerse (il cui slogan è “Porta alla luce tutto il bello che non vedi”) è apparsa ieri una intervista con Aubrey Powell, condotta da Corrado Parliati e intitolata “Wish You Were Here e Animals: Aubrey Powell e l’immaginario dei Pink Floyd“, introdotta con la frase “Un dialogo con uno degli ultimi architetti dell’immaginario rock“.
Nella chiacchierata con il creativo che insieme al compianto Storm Thorgerson fu il fondatore della Hipgnosis, lo studio dietro alle più iconiche copertine di dischi dei Pink Floyd e non solo, ci sono tanti ricordi del loro lavoro per la band inglese ma anche per altri artisti come Genesis, Led Zeppelin e Paul McCartney.
L’intervista è disponibile qui.

ROGER WATERS FIRMA LA PETIZIONE “LET CUBA LIVE”
Roger Waters è uno dei firmatari della campagna denominata “Let Cuba Live“, rivolta all’amministrazione statunitense.
Nella lettera, firmata anche dagli attori Susan Sarandon e Mark Ruffalo, si chiede di fermare le sanzioni e la pressione economica verso Cuba in quanto stanno determinando una carestia nell’intera società cubana.
Per raccogliere adesioni è stato lanciato un sito che si apre con un messaggio a chiare lettere che recita: “Un appello alla coscienza – Fermiamo la crudele aggressione di Donald Trump contro il popolo cubano“.

Il testo della lettera:
«Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta cercando di provocare una carestia a Cuba. La fame di massa e la sofferenza umana a Cuba sono l’obiettivo dell’ultimo Ordine Esecutivo di “emergenza” di Trump, che impedisce a Cuba, una nazione insulare, di importare petrolio o qualsiasi fonte di energia necessaria alla sopravvivenza. Si tratta di un espediente cinico e grossolano per distrarre l’opinione pubblica dai problemi interni che stanno suscitando un forte dissenso popolare e, come abbiamo visto con il Venezuela, di un preludio a un attacco militare illegale.
Noi, insieme a milioni di persone negli Stati Uniti e nel mondo, respingiamo questo atto disumano contro il popolo cubano. Questa non è una politica di sicurezza nazionale; è un deliberato atto di guerra economica volto a strangolare un’intera popolazione.
Il presidente Barack Obama avviò un importante sforzo per normalizzare le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. I due Paesi riaprirono le loro ambasciate dopo che erano rimaste chiuse per 50 anni. Le persone negli Stati Uniti, a Cuba e in tutto l’emisfero occidentale accolsero questo passo come la fine auspicata delle anacronistiche politiche della Guerra Fredda che avevano dominato i rapporti bilaterali.
Ma Trump ha invertito il percorso iniziato dall’amministrazione Obama. Il suo Ordine Esecutivo del 29 gennaio definisce Cuba una “minaccia insolita e straordinaria” per gli Stati Uniti. Questo è evidentemente falso, ma fornisce un pretesto per imporre severe sanzioni economiche a qualsiasi Paese che tenti di consegnare petrolio o commerciare con Cuba.

Le conseguenze del nuovo Ordine Esecutivo si misureranno in sofferenza umana:
Le famiglie resteranno senza elettricità per l’illuminazione, la refrigerazione e la cucina.
Gli ospedali si troveranno di fronte a scelte impossibili, rischiando la chiusura dei reparti e la sospensione di cure essenziali.
La distribuzione di cibo e medicine sarà paralizzata.
I più vulnerabili — bambini, anziani e malati — sopporteranno il peso maggiore di questa crudeltà.
Questa politica è inaccettabile. Aggrava una crisi umanitaria che abbiamo contribuito a creare. Cuba non rappresenta alcuna minaccia per gli Stati Uniti. Affamare una popolazione per costringerla alla sottomissione non è diplomazia; è una forma di terrorismo.
Chiediamo a tutte le persone di coscienza di respingere questa crudeltà e di esigere la fine immediata del blocco. Da oltre 30 anni, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite vota ogni anno, con una maggioranza schiacciante, per condannare l’embargo statunitense contro Cuba. Trump deve condurre la sua politica estera nel rispetto della volontà del popolo degli Stati Uniti e in conformità con il diritto internazionale.
Noi, il popolo degli Stati Uniti, vogliamo avere relazioni normali con Cuba, trattare Cuba con uguaglianza e rispetto e, soprattutto, vedere Cuba e il popolo cubano come nostri vicini e non come nostri nemici.
Lasciate vivere Cuba! Cuba non è una minaccia!
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IL RESTAURO DELLA FLORAL HALL DI BELFAST
Il 23 gennaio il Comitato per le Politiche Strategiche e le Risorse del Consiglio Comunale di Belfast ha stanziato un finanziamento di 565mila sterline per il restauro della Floral Hall di Belfast. La sala, che si trova all’interno dello Zoo di Belfast e che restò attiva tra il 1936 e il 1971, ha ospitato diversi e importanti concerti come quello dei Pink Floyd con Syd Barrett il 7 aprile 1967. Il finanziamento è stato ratificato in una seduta del consiglio lunedì 9 febbraio.
Ne parla oggi il Belfast Telegraph, che ricorda il concerto dei Floyd ma anche quello di Roy Orbison.
I fondi sono necessari per ripristinare la cupola della Floral Hall. Trai residenti c’è anche qualcuno che si sta attivando per raccogliere e condividere vecchie foto degli eventi ospitati della sala per mantere vivo l’interesse dei cittadini.