15 febbraio 2026

LA GRAFICA DI EMILIO ISGRÒ SUL NUOVO INTERNAZIONALE
Il nuovo numero del settimanale “Internazionale” (13 febbraio 2026, n. 1652, anno 33) presenta una copertina che richiama la celebre tecnica delle “cancellature” dell’artista siciliano. La stessa soluzione visiva era stata utilizzata nel 2017 da Roger Waters per la copertina del suo album “Is This The Life We Really Want?”.
L’immagine del disco spinse Isgrò ad adire le vie legali per tutelare i propri diritti; nel 2018 l’album fu inizialmente sequestrato in Italia, finché l’artista, riconosciuta la buona fede del musicista, raggiunse un accordo rinunciando all’azione giudiziaria.
Non è noto se, in questa occasione, la rivista abbia esplicitamente citato Isgrò per l’ispirazione grafica.

MJ LENDERMAN SUONA I PINK FLOYD
All’annuale rassegna musicale svoltasi l’11 febbraio presso il 40 Watt Club, nella città di Athens, il cantautore e chitarrista americano MJ Lenderman si è esibito in formazione trio con Brad Cook (bassista degli Snocaps) e Colin Croom (batterista dei Twin Peaks)..
Durante il concerto ha proposto, tra gli altri brani, una cover di “Wish You Were Here” dei Pink Floyd, pezzo che compare spesso nelle sue scalette dal vivo. Un breve estratto del brano in un video pubblicato su Youtube:

ESQUIRE E I PINK FLOYD
Sul sito della testata compaiono frequentemente contenuti dedicati alla band britannica, spesso firmati dal giornalista Giuseppe Giordano.
Tra gli articoli più recenti, uno segnala il raggiungimento del miliardo di ascolti su Spotify per “Wish You Were Here”, mentre un altro riprende la classifica di Shortlist sui 50 migliori album rock di sempre, che colloca al primo posto The Dark Side of the Moon.

SOPHIE ELLIS-BEXTOR A 8 ANNI AL CONCERTO DEI PINK FLOYD
In una intervista della cantante inglese Sophie Ellis-Bextor rilasciata oggi al quotidiano australiano Sydney Morning Herald, si è parlato del suo passato e della musica dei Pink Floyd che ha accompagnato la sua crescita. Nel 2017 era presente anche all’inaugurazione della mostra “Their Mortal Remains” di Londra.
Sophie, nata nel 1979, racconta di come di come sia cresciuta con la musica dei Pink Floyd e di aver assistito a un loro concerto quando aveva 8 anni: «Papà ascoltava sempre i Pink Floyd e mi portò al mio primo concerto quando avevo otto anni». Suo padre è Robin Bextor, regista e produttore cinematografico e televisivo.
Il concerto, come aveva già raccontato tempo fa al NME, era quello dei Pink Floyd al Wembley Stadium di Londra del 1988: In quella occasione dichiarò:
«Il mio primo concerto e il mio secondo concerto sono stati dei Pink Floyd con mio padre, perché è un loro grandissimo fan. E penso che fosse molto entusiasta all’idea che quello diventasse il mio primo concerto, cosa che adesso suona come una risposta piuttosto figa. Ma all’epoca non mi sembrava affatto così figa, perché avevo la sensazione di essere l’unica bambina di nove anni lì dentro, ed era pieno di uomini dell’età di mio padre che annuivano alla musica. Ovviamente ora riesco ad apprezzarlo molto di più. Succedevano un sacco di cose: ricordo che c’era un grande maiale gonfiabile che passava in mezzo al palazzetto con le luci negli occhi, e un aereo che volava da una parte all’altra. Sono famosi per fare cose visive incredibili come queste ai loro concerti.»

LA FAMIGLIA DEL BOSCO E I PINK FLOYD
L’editoriale di Luca Telese pubblicato il 14 febbraio sul quotidiano locale della regione Abruzzo “Il Centro”, che si occupa del caso di cronaca della famiglia che ha scelto di vivere in un bosco dell’Appennino, noto come “la famiglia del bosco”, cita i Pink Floyd:
«I Pink Floyd, mezzo secolo fa, cantavano: “Leave them kids alone”. Bene, il tempo è venuto. Liberate i bambini, subito».
L’articolo, con la foto del direttore, ha il richiamo sulla parte alta della prima pagina del quotiano.