05 febbraio 2026

ANCHE ROGER WATERS NELLE MAIL DI JEFFREY EPSTEIN
Il nome di Roger Waters è all’interno delle mail provenienti dagli archivi di Jeffrey Epstein, che includevano un elenco del 2014 con tutte le star etichettare come “celebrità anti israele”.
Nell’articolo pubblicato dal sito Tribune.com si legge:
«Tra le email appena emerse dai file di Jeffrey Epstein c’è un messaggio del 2014 che elencava personaggi di alto profilo descritti dal mittente come “celebrità anti-israeliane”, suscitando nuova attenzione e dibattito online questa settimana. L’email, inviata al finanziere caduto in disgrazia dal Jewish News Syndicate (JNS) nel luglio 2014, apparentemente elencava dettagliatamente un elenco di personaggi pubblici accusati nell’articolo di accompagnamento di aver rilasciato dichiarazioni false o controverse sulle politiche di Israele. Proseguiva poi delineando i loro appoggi commerciali e i legami con i marchi».

L’articolo prosegue:
«Tra i nominati c’erano il cantante britannico Zayn Malik, celebrato per il suo sostegno alla Palestina sui social media durante il culmine della sua fama con gli One Direction; l’attrice britannica Emma Thompson, menzionata per i suoi appelli al boicottaggio di alcune istituzioni culturali a causa dei loro legami con Israele; l’attrice spagnola Penelope Cruz e suo marito Javier Bardem, noti per aver firmato dichiarazioni critiche sulle operazioni militari israeliane; il leggendario musicista Stevie Wonder, menzionato per il suo ritiro da un evento a sostegno delle forze di difesa israeliane; e il co-fondatore dei Pink Floyd Roger Waters, noto per il suo esplicito sostegno al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS)».

Waters viene infine citato qui:
«All’epoca, Malik fu preso di mira per il suo uso pubblico dell’hashtag #FreePalestine , che attirò notevole attenzione e reazioni negative, tra cui insulti online. L’inclusione del suo nome in questa lista riflette quanto fossero politicamente intense le discussioni sul conflitto israelo-palestinese anche solo un decennio fa. La presenza di Emma Thompson derivava dal suo coinvolgimento in appelli al boicottaggio culturale, mentre le critiche di Cruz e Bardem alle azioni militari israeliane risalivano alla loro firma di una lettera pubblica che descriveva in termini crudi il conflitto di Gaza del 2014. Il ritiro di Stevie Wonder da un gala a sostegno di un’organizzazione israeliana e l’associazione di Waters con le tattiche BDS completano le varie ragioni citate per l’inserimento di celebrità nella lista».

ROGER WATERS E SHAKIRA VENDONO UN’ISOLA ALLE BAHAMAS
Bonds Cay
, un’isola privata di oltre 800 acri alle Bahamas, è stata rimessa sul mercato per 30 milioni di dollari da Shakira e da un gruppo di investitori che include anche Roger Waters, leggendario fondatore dei Pink Floyd. Lo scrive il MiamiNewTimes in un articolo pubblicato oggi.
L’area insulare, che si estende per circa 800 acri, è situata nelle Berry Islands e dista appena 155 miglia da Fort Lauderdale.
L’isola era stata acquistata nel 2006 con l’obiettivo di creare un rifugio creativo per artisti, un luogo lontano dalle logiche commerciali dove musica, arte e sostenibilità potessero convivere. Un’idea fortemente sostenuta da Waters, da sempre promotore di progetti culturali e indipendenti, ma che non ha mai trovato piena realizzazione a causa di ostacoli logistici e finanziari.
Oggi Bonds Cay torna protagonista, non più come laboratorio artistico ma come opportunità immobiliare di altissimo profilo, ideale per resort di lusso o sviluppi esclusivi.

CARDO “UNA DI QUESTE SERE”
Sul sito Ottiche Parallele Magazine è stata pubblicata oggi una intervista con Simone Cardelli, in arte Cardo.
In una delle domande all’artista si citano i Pink Floyd.
Le tue influenze spaziano dal rock classico di David Bowie e i Pink Floyd fino al rap di Kanye West e alla musica orchestrale: in che modo questi mondi così diversi ispirano il tuo stile attuale?
Da sempre ascolto generi molto diversi perché la mia personalità è sfaccettata, di conseguenza lo è anche la mia musica, il modo in cui mescolo stili differenti per me è intuitivo, non saprei spiegarlo. Mi piacciono gli accostamenti improbabili che sfidano i canoni classici musicali.

LA MOSTRA ISPIRATA A “WISH YOU WERE HERE”
Dal 14 al 21 febbraio Torino ospiterà la mostra “Wish You Were Here”, ispirata alla canzone dei Pink Floyd.
La presenta con un post social la curatrice Margaret Sgarra che scrive:
«Quante volte nella vita abbiamo desiderato poter avere accanto una persona in un momento in cui non era (più) possibile? Quanta nostalgia può racchiudere un pensiero o un ricordo? Spesso nelle relazioni, sentimentali e affettive, c’è una parte invisibile nostalgica, una parte di cose non dette, non fatte o cose che vorremmo cancellare, è in quello spazio che trova espressione la frase “wish you were here” come se si potesse rimediare, sostituire o vivere qualcosa o qualcuno di nuovo o in modo diverso. La mostra collettiva si ispira alla celebre canzone dei Pink Floyd e al progetto Prenez soin de vous di Sophie Calle, opera di Arte narrativa che consente la rielaborazione della fine di una storia d’amore attraverso l’interpretazione della frase che sancisce l’ultima riga di una mail ricevuta dall’artista, dall’ex fidanzato, con la reinterpretazione di 107 donne con modalità espressive differenti. Wish you were here vuole indagare quel “non detto” e esternare il tema dell’affettività invitando gli artisti coinvolti a dedicare un’opera, un messaggio, un’emozione verso qualcuno che in quel momento avremmo voluto lì o in questo momento si vorrebbe con sé.»

Wish you were here
a cura di Margaret Sgarra
Spazio 22_4, Via Caraglio 10, Torino
14 – 21 febbraio 2026

Inaugurazione
Sabato 14 febbraio dalle 18.00 alle 20.00
Lunedì, Martedì e Venerdì 16.00 -18.00
Finissage
Sabato 21 febbraio dalle 18.00 alle 20.00