09 febbraio 2026

I MICRO FILMS 11 E 12 DI WYWH50
Per il cinquantesimo anniversario di “Wish You Were Here”, i Pink Floyd hanno pubblicato in un periodo dilatato nel tempo dodici brevi cortometraggi riuniti sotto la sigla WYWH50. Diffusi con il nome WYWH 50 Micro Films, questi brevi video utilizzano spezzoni di filmati già noti d’archivio, animazioni e immagini evocative, legati da nuovi effetti, con l’audio di diverse canzoni dell’album, nel tentativo di offrire nuove atmosfere partendo dai temi centrali dell’album.

Il 5 e il 9 febbraio sono stati diffusi gli ultimi due nuovi Micro Films:

IL VIDEO DEL BOOTLEG UFFICIALE DEI PINK FLOYD
In occasione della pubblicazione dell’album “Live From the Los Angeles Sports Arena, April 26th, 1975” dei Pink Floyd, atteso per il 18 aprile in occasione del Record Store Day, è stato diffuso oggi un breve filmato sui canali social della band.

“THE WALL” DI ALAN PARKER SABATO IN ESTONIA
Sarà proiettato a Tallinn, in Estonia, il film “Pink Floyd The Wall” di Alan Parker. La proiezione, prevista al Kai Center di Tallinn sabato 14 febbraio alle ore 18, fa parte di un programma di film curata da Sirje Runge, che comprenderà anche “Roma” di Federico Fellini (15 febbraio).
La pagina web degli eventi è disponibile qui.

GUIDA AL KRAUTROCK IN 10 DISCHI
Il giornalista Eddy Cilìa ha compilato una lista dei 10 dischi simbolo del Krautrock, citando in alcuni passi i Pink Floyd.

“SEE EMILY PLAY” DI ROBIN HITCHCOCK A PORTLAND, 7 FEBBRAIO 2026
Robyn Hitchcock è attualmente in tour negli Stati Uniti in quello che è il suo spettacolo intitolato “Live and Electic – Full band show”.
Il 7 febbraio hitchcock si è esibito al Wonder Ballroom di Seattle, dove ha eseguito una cover del brano “See Emily Play” dei Pink Floyd.
Ecco il video della canzone:

CAPOSSELA SUONERÀ A POMPEI E CITA I PINK FLOYD
Con un post diffuso oggi alle 12:01 dai profili social di Vinicio Capossela, si annuncia il concerto dell’artista che si svolgerà il 13 luglio prossimo nell’anfiteatro di Pompei.
Nel post vengono citati i Pink Floyd.
Questo il testo dell’annuncio:
«Abbiamo deciso di eseguire “Ovunque Proteggi” a venti anni dalla sua pubblicazione, in una data speciale. Non si tratta di una operazione museale, ma di un intervento a cuore aperto. Tante, profonde e rumorose sono le ragioni per le quali queste canzoni sono vive e sanguinano. La sede scelta per questa convocazione di prodigi è l’anfiteatro romano dell’area archeologica di Pompei. La scelta è dovuta più alla colata lavica terminale che all’emulazione dei Pink Floyd.
È un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova il suo eco naturale.
Pompei ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano.
La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti. Pompei è il luogo in cui l’havel havalim…il vanitas vanitatum, il fumo di fumi del Qohelet, tradotto e articolato dalla voce di Guido Ceronetti può risuonare.
Per sempre. Nel sacro Niente del vuoto eterno.
Formazione e repertorio integrale.
13 Luglio 2026.
Grazia e protezione a tutte e tutti.
V.
».

IL DISCO PIÙ BELLO DEI PINK FLOYD SECONDO RADIO CAPITAL
Pubblicate ieri 8 febbraio sul sito ufficiale della radio un articolo firmato Irene Noli che si concentra sul disco più bello dei Pink Floyd. La scelta è caduta su “The Dark Side Of The Moon”, del quale sono state raggruppate alcune recensioni dell’epoca ma anche una risalente al 2003 da “Repubblica”.
L’articolo completo è disponibile tramite questo link.

IL DISCO DI IAN BROWN REGISTRATO AGLI ASTORIA PER IL RSD 2026
In occasione del Record Store Day 2026 è stata annunciata una speciale edizione in doppio vinile del terzo disco solista di Ian Brown, “Music Of The Spheres”, uscito in origine nel 2021. Ian Brown, nato in Inghilterra a Warrington nel 1963, è la voce e il frontman della band The Stone Roses.
La particolarità del disco è che per la sua incisione Ian Brown ha utilizzato vari studi di Londra, tra i quali gli Astoria Studios, di proprietà di David Gilmour dei Pink Floyd.

Il testo del comunicato stampa dell’album:
«Per il suo terzo album solista, l’ex frontman degli The Stone Roses, Ian Brown, ha scritto i brani insieme a diversi collaboratori, tra cui il chitarrista Francis Dunnery (già al lavoro con Lauryn Hill e Carlos Santana) e il produttore Dave McCracken, collaboratore storico e membro della sua band live.
Gran parte delle registrazioni si è svolta agli Astoria Studios di Londra, lo studio galleggiante di proprietà di David Gilmour dei Pink Floyd. Il risultato è un mosaico sonoro estremamente variegato: strutture melodiche spesso minimaliste, paesaggi ambientali, beat frastagliati e vocalità calde e misurate — in alcuni casi anche in spagnolo — che hanno portato Ian Brown al suo miglior piazzamento solista nella classifica UK, raggiungendo il numero tre.
Come sottolineava all’epoca il comunicato stampa Polydor, l’album è “traboccante di suoni di galassie e supernove”, qualità particolarmente evidente nell’atmosferico singolo di apertura “F.E.A.R”, diventato nel tempo il brano più ascoltato di Brown sulle piattaforme di streaming. Anche il secondo singolo, “Whispers”, ottenne ampi consensi, vincendo il premio come Best Single alla prima edizione dei Muso Awards nel 2002.
Stampato in vinile in quantità molto limitate al momento dell’uscita originale e oggi ambitissimo dai collezionisti, per il 25° anniversario l’album è stato inciso su lacca da Alex Gordon agli Abbey Road Studios e affiancato da un secondo disco con nove tracce selezionate personalmente da Ian dal progetto Remixes Of The Spheres (2002), che includeva nuove versioni firmate da artisti come U.N.K.L.E. e Nightmares On Wax, oltre a B-side inedite e registrazioni live.
Ian Brown – Music Of The Spheres».

AUDIO TEST DEDICA UN ARTICOLO A “WISH YOU WERE HERE”
Il nuovo numero della rivista tedesca Audio Test (numero 2, febbraio 2026), ha riservato un articolo all’edizione per i 50 anni di “Wish You Were Here” dei Pink Floyd, che è l’album del mese per la rivista.
L’articolo di due pagine, firmato Simon Mendel, è introdotto da questo scritto:
«Cinquant’anni fa usciva uno degli album più personali e dolorosi dei Pink Floyd. Successore di uno dei maggiori successi nella storia del rock, si trasformò in una riflessione senza compromessi sulla perdita e sulle ombre dell’industria musicale. Un classico di enorme forza emotiva, che proprio per questo merita di essere celebrato di nuovo».