Cymbaline 70: “Wish You Were Here 50”

Il colophon del nuovo numero della fanzine Cymbaline non dà adito a equivoci di nessun tipo. Si legge: anno 34, numero 70, dicembre 2025.

Distribuito solo a partire da marzo, nonostante la data di copertina riporti dicembre – dato poco rilevante in quanto la storia dei Pink Floyd è valida sempre e comunque – è comunque strabiliante rimarcare i dati espressi poco fa: trentaquattro anni di attività e settanta numeri pubblicati. Un vero record e una dimostrazione di una passione e di una perseveranza rese possibili solo grazie all’amore incondizionato che lega Carlo Maucioni (direttore e coordinatore della fanzine) ai Pink Floyd.

Un amore che sopravvive anche a quei momenti terribili che la vita ti porta ad affrontare: situazioni che, nel caso di un’amicizia lunga diversi anni, solo la musica e l’arte possono provare a lenire. Questo numero di Cymbaline nasce nei giorni in cui Maurizio Carminati, storico collaboratore della fanzine e amico di Carlo, ha lasciato questo nostro mondo tormentato per salire lì dove si è destinati al riposo eterno. Passione, amore, amicizia, arte: tutti termini che conoscono un solo luogo dove essere conservati e protetti per sempre, il nostro cuore. E il cuore di Maurizio ha smesso di battere nei giorni in cui i Pink Floyd, lo scorso dicembre, pubblicavano la nuova versione del cinquantennale di Wish You Were Here. Un titolo, quello del disco dei Pink Floyd pubblicato nel settembre 1975, che si legherà indissolubilmente al ricordo di una persona speciale come Maurizio, impossibile da dimenticare.

Difficile trovare parole adatte per una simile perdita, e non solo perché Maurizio era un amico e uno dei maggiori e più stimati collezionisti pinkfloydiani che si conoscano. Si può provare a farlo proprio grazie alla musica, che in alcuni casi non deve necessariamente utilizzare le parole per colpire dritto nell’anima. E Wish You Were Here è un disco dove anima ed emozioni sono sprigionate proprio da quella musica che tutti noi amiamo.

Tra le pagine del settantesimo numero di Cymbaline troverete alcune storiche interviste con David Gilmour e Roger Waters, che raccontano quel disco. Sfogliando la rivista, vi salterà all’occhio l’elenco datato e raccontato, giorno per giorno, delle registrazioni del disco. La curiosità di come siano stati rodati dal vivo i pezzi dell’album sarà soddisfatta appieno, così come sarà interessante trovare notizia di quella che è stata probabilmente l’ultima incisione in studio di Richard Wright negli ultimi anni di vita, per la versione 5.1 di Wish You Were Here.

E, se avete memoria lunga, non sorprenderà nessuno trovare un’intervista a Giovanni Crippa, uno dei protagonisti della serie TV “Manon” trasmessa dalla Rai nel 1976, che utilizzava proprio la musica di questo album. Curiosità sulle versioni cover? Niente paura: Cymbaline70 vi porterà per mano tra quelle più interessanti. E, se la copertina di Wish You Were Here vi ha sempre intrigato, due articoli su Aubrey Powell e Storm Thorgerson, i due geniali artisti che lavoravano alle grafiche dei dischi dei Pink Floyd, vi regaleranno informazioni e sorprese.

C’è spazio anche per il tour book a fumetti offerto dai Pink Floyd durante i concerti del 1974 e 1975, così come per un’attenta analisi delle varie edizioni pubblicate lo scorso anno dalla Sony in occasione del cinquantennale del disco. C’è ancora altro, ma vi invito a contattare la redazione alla mail [email protected] per prenotare la vostra copia.

Conservate questo numero della fanzine tra le cose più preziose che vi circondano. La redazione, formata da Stefano Bertazzolo, Francesco Madonia, Carlo Maucioni, Gianfranco ‘Gianco’ Melone, Damiano Skrbec e Fabrizio Villa, ha lavorato scavando nel profondo del cuore, raccontando un disco che già cinquant’anni fa aveva devastato i Pink Floyd, ancora affranti e sconvolti per aver perso per strada Syd Barrett.

Mi piace chiudere con quella frase contenuta nella rivista, nella dedica a Maurizio, che mi ha colpito particolarmente: “Speriamo che lassù ci sia buona musica“. Difficile credere che non sia così, e sono certo che “lassù”, da qualche parte, Maurizio abbia potuto incrociare altre due anime candide e sincere, Syd e Rick, con i quali parlare di quella musica che è ormai entrata nel nostro DNA e che non ci abbandonerà mai.

Nino Gatti