Waters e l’Iran: “Perfect Sense”

Nella pagina Facebook “Il XXI Secolo“, che si occupa di storia e filosofia, è stato pubblicato oggi (3 marzo) un articolo intitolato “Perfect Sense“, che si ispira al conflitto in Iran e al brano dall’album “Amused To Death” di Roger Waters, ricordato dall’artista con un video messaggio sul suo profilo social il 2 marzo intitolato “March 1. Day 3. #WW3”.

Di seguito l’intero post de Il XXI Secolo e il link per leggerlo direttamente su Facebook:
«PERFECT SENSE.
In un intervento ieri Roger Waters parlando di ciò che accade in Iran ci ha ricordato la sua canzone Perfect Sense scritta nel 1992).
Perfect Sense (contenuta nell’album Amused to Death) è uno dei vertici della poetica di Roger Waters.
È una critica feroce, intrisa di cinismo e pessimismo, sulla natura umana, la guerra e la regressione dell’uomo civilizzato a uno stato primordiale, ma tecnologicamente pericoloso.
I temi e le metafore principali trattate sono le seguenti:

1. Il Ritorno all’Antenato: La Scimmia e l’Osso
Il testo si apre con un’immagine potente che richiama direttamente l’incipit di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick.
– L’osso rotto: Rappresenta la prima arma. L’evoluzione umana viene letta non come progresso morale, ma come perfezionamento della capacità di uccidere.
– Il quartetto viennese: Simboleggia l’alta cultura europea (la musica di Mozart o Beethoven) che stride con la brutalità della scimmia. Waters suggerisce che secoli di arte e bellezza non hanno cambiato la nostra natura violenta.
– Pulirsi le mani nel “pool of holy writing”: È un’accusa alle religioni. L’uomo usa i testi sacri non per elevarsi, ma per lavarsi la coscienza dai propri peccati e massacri.
2. Il Ciclo della Violenza (The News)
Waters distilla la storia del XX secolo in una sorta di contabilità macabra:
“…and the germans killed the jews / and the jews killed the arabs / and the arabs killed the hostages / and that is the news”
Questa sequenza non è un attacco a un popolo specifico, ma una descrizione del circolo vizioso della vendetta. La vittima di ieri diventa l’oppressore di oggi. Definire tutto questo semplicemente come “le notizie” (the news) sottolinea come la tragedia umana sia stata ridotta a intrattenimento televisivo, un tema centrale di tutto l’album.
3. L’Uomo come Strumento (Man is a Tool)
Il passaggio centrale ribalta il concetto di libero arbitrio:

– Memory is a stranger / History is for fools: Se dimentichiamo il passato, siamo condannati a ripeterlo. Il potere (politico, militare, economico) vuole che l’individuo sia senza memoria per poterlo manipolare meglio.
– I manuali tecnici: Rappresentano la specializzazione vuota. L’uomo moderno sa “come” far funzionare una macchina (o una guerra), ma non si chiede più “perché”.
– Il sottomarino nucleare: È il paradosso finale. Abbiamo dato a una “scimmia confusa” il potere di distruggere il pianeta, mandandola a cercare il “Giardino dell’Eden” (la pace o le risorse) con lo strumento della distruzione totale.
Qual è alla fine questo senso perfetto?
Il titolo “Perfect Sense” è ironico: tutto questo caos “ha perfettamente senso” solo se lo guardiamo attraverso la lente del profitto e del potere.
#Waters ci dice che l’uomo non è altro che un ingranaggio (a tool) in un sistema che ha trasformato la guerra in una contabilità commerciale
».

Nino Gatti